...nihil humani a me alienum puto

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Concerto pro AVSI - Cattedrale di Palermo 25 marzo 2012


 

 

 

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AVSI, condividendo quanto detto dal Santo Padre all'Angelus di domenica 12 febbraio, ha accolto l'appello per la Siria lanciato dal Custode di Terra Santa fra Pierbattista Pizzaballa ed ha creato un apposito conto corrente sul quale versare le offerte:


Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN: IT 68 Z0351201614000000005000
c/c intestato AVSI FONDAZIONE

Per bonifici dall’estero: BIC (Swift code): ARTIITM2
Causale: Emergenza Siria

Maggiori informazioni ed il testo dell'appello di fra Pierbattista Pizzaballa sono sul sito www.avsi.org

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 PRESENTAZIONE  DEL LIBRO

SPIRTO GENTIL

(di Simone Piraino)

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Inizio col ringraziare il Centro Culturale Il Sentiero per avermi invitato.

Sono un musicologo e mi sono formato tra l’Università e il Conservatorio di questa città. Tuttavia, come dico sempre agli amici, un elemento importante della mia crescita artistica è stata proprio l’incontro, perché di questo si tratta, con la collana discografica Spirto Gentil. Proverò, brevemente, a dare le ragioni di questa mia affermazione.

Nel mondo “musicale”, dal secondo dopoguerra in poi, sulla scia delle neoavanguardie si è creata una corrente di pensiero che potremmo definire “negativa”, perché ha inteso negare ogni possibilità di senso alla musica. Cioè, per dirla con i termini di un famoso musicologo, Eduard Hanslick, «la musica è (diventata) forme sonoramente mosse». E basta! Questa cultura, purtroppo, è insita negli ambienti dove la musica viene studiata e insegnata e, laddove c’è un professore o un maestro che cerca una strada per andare a fondo al problema musicale, del senso della musica, ci sono tanti altri che, forti della cultura nichilista dominante, negano, a priori, ogni sorta di discussione.

In questo contesto, una proposta diversa di approccio alla musica non poteva che suscitare interesse e Spirto Gentil è riuscita ad essere una “novità” nel mondo musicale: non solo ha riconosciuto la possibilità di un senso nella musica, valorizzando, quindi, la mia passione, ma ha individuato nella musica una via privilegiata di percezione del bello, inteso come «splendor veri» (San Tommaso), capace di suscitare e tenere vivo il desiderio della “Bellezza infinita” e riconoscendovi così una modalità eccezionale attraverso cui il Mistero parla al cuore dell’uomo. Ecco perché la collana Spirto Gentil è stata molto importante nella mia vita. Il merito di questo sguardo, profondamente educativo, è di don Luigi Giussani. Per chi non lo sapesse, don Giussani è il fondatore del movimento cattolico di Comunione e Liberazione. Questa collana, infatti, nasce dal carisma di CL e del suo fondatore ed è divenuta, nel tempo, uno strumento educativo non indifferente. Come ci ha ricordato nel 2005 l’allora cardinale Ratzinger:

 

«Don Giussani era cresciuto in una casa povera di pane, ma ricca di musica; e così, sin dall’inizio era toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza; non si accontentava di una bellezza qualunque, di una bellezza banale: cercava la Bellezza stessa, la Bellezza infinita; così ha trovato Cristo, in Cristo la vera bellezza, la strada della vita, la vera gioia».  

 

La collana nasce nel 1997 come punto d’arrivo di un percorso che don Giussani aveva cominciato tanti anni prima:

 

«Ero in seminario – dice don Giussani – il professore era solito spiegare storia della musica facendoci ascoltare alcuni dischi. Quel giorno il disco a 78 giri incominciò a girare, e d’improvviso il canto di un tenore allora famosissimo ruppe il silenzio della classe. Con una voce potente e piena di vibrazioni Tito Schipa incominciò a cantare un’aria del quarto atto de La Favorita di Donizetti:

“Spirto Gentil, ne’ sogni miei, brillasti un dì, ma ti perdei. Fuggi dal cor mentita speme, larve d’amor fuggite insieme”.

Al vibrare della primissima nota io ho intuito, con struggimento, che quello che si chiama “Dio”, vale a dire il destino inevitabile per cui un uomo nasce – è il termine dell’esigenza di felicità, è quella felicità di cui il cuore è insopprimibile esigenza. In quel preciso istante, per la prima volta io capii che Dio c’era e quindi che non poteva esserci niente se non c’era il significato. Che non poteva esserci il cuore se non c’era il traguardo del cuore: la felicità. Il successivo sviluppo della mia coscienza religiosa è stato tutto influenzato da quell’esperienza».

 Il desiderio di trasmettere un’esperienza così decisiva per la sua vita, spinse don Giussani a utilizzare sistematicamente l’ascolto comune come strumento privilegiato per l’educazione. La musica, l’arte, la bellezza per educare l’uomo al senso religioso e alla sua riscoperta:

 «Nella musica, nel panorama della natura, nel sogno notturno, è a qualcosa d'altro che l'uomo rende il suo omaggio, da cui aspetta: lo aspetta. Il suo entusiasmo è per qualcosa che la musica, o tutto ciò che è bello al mondo, ha destato dentro. Quando l’uomo “pre-sente” questo, immediatamente piega l’animo ad attendere l’altra cosa: anche davanti a ciò che può afferrare, attende un’altra cosa; afferra ciò che può afferrare ma attende un’altra cosa».

 

Queste parole di don Giussani, che troviamo in ogni Cd della collana, indicano la musica, l’arte in generale come “mezzo” per arrivare ad Altro, ribaltando il concetto contemporaneo di arte come “scopo” fine a se stessa.

 

Il titolo della collana, Spirto Gentil è stato proprio un omaggio all’aria di Donizetti, musica così grande che, per prima, gli aveva fatto intuire l’esistenza di Dio.

52 dischi dal 1997 al 2010 in un percorso che parte dalla musica cosiddetta classica di Pergolesi, Mozart, Schubert, Beethoven, Chopin, Rachmaninov, passa per la lirica e arriva a toccare le espressioni popolari, come nel caso dei canti russi, napoletani o baschi. All’interno di ogni Cd vi è un booklet con un’introduzione dello stesso don Giussani, un testo storico biografico sul compositore e una guida all’ascolto che permette di seguire i brani evidenziandone il linguaggio, gli aspetti più significativi, la particolarità delle forme.

Tutto all’insegna di un antico motto: Unum loquuntur omnia, tutta la realtà proclama una cosa sola. Non è fuori luogo allora, per comprendere lo spirito originale della collana, tornare col pensiero alla straordinaria attività degli amanuensi medievali, all’interno della grande tradizione cristiana che, nell’arco di venti secoli, grazie alla sua costante vocazione ecumenica, è stata capace di valorizzare le espressioni più sincere dell’esperienza umana, qualunque ne fosse la cultura d’origine.

Il libro Spirto Gentil contiene i testi che hanno accompagnato ognuno dei 52 Cd della collana preceduti da un’introduzione scritta dai curatori. Un percorso affascinante suddiviso in tre parti:

1.    I grandi maestri

2.    Momenti di storia della Chiesa

3.    Un popolo canta

 

Lo Stabat Mater che ascolteremo è stato il primo numero della collana, un’opera a cui don Giussani era molto affezionato. Leggo l’introduzione che trovate nel depliant:

 

 

Concludo leggendovi una lettera che il maestro Riccardo Muti inviò a don Giussani nel 2002:

 

            «Caro monsignor Giussani, vorrei partecipare alla festa dei suoi ottant’anni con i miei auguri. E dicendole semplicemente “grazie” per quello che lei ha dato alla musica, indicandola a tanti giovani come l’esperienza che più ci comunica il mistero. Come strada per la ricerca della felicità. È un mistero che non ha bisogno di parole, ci afferra più in fondo. Da dove arriva? In me resta questa domanda e Gliel’affido».

Dopo questa breve introduzione, è giusto lasciare spazio alla musica. Non mi resta che augurarvi di lasciarvi stupire, come don Giussani, dalla bellezza di queste note e di trovare la risposta al senso ultimo dell’esistenza e della storia che, attraverso lo stupore legato alla vera esperienza artistica, non cessa mai di interrogarci.

 

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